Per eccellenza il simbolo della Primavera!
Dona leggerezza, armonia, spensieratezza e allegria nell’ambiente che la circonda. Simbolicamente, il fiore della margherita rappresenta la giovinezza, semplicità e purezza di corpo e spirito.
Di facile gestione, è una pianta perenne che ama stare al sole (diretto o indiretto) ma si adatta facilmente anche a zone ombrose. Occhio però ai ristagni idrici, non li sopporta proprio! Per questo è raccomandabile sgocciolare bene la kokedama dopo averla immersa per 10-15 minuti prima di essere messa nuovamente a dimora.
Un po’ di curiosità:
La margherita è per eccellenza il fiore più adatto da regalare ad una neo-mamma, questo perchè i suoi fiori, formati da un evidente bottone giallo-ocra centrale, contornato dai petali bianchi disposti a raggio, ricordano molto il lieto tepore irradiato del sole.
Gli anglosassoni le avevano dato un nome appropriato: ‘daisy’, che derivava da ‘day’s eye’ ovvero ‘occhio del giorno’, visto che si apriva al mattino e si chiudeva di notte. In alcune zone dell’Inghilterra invece veniva chiamata ‘thunderflower’ dato che raggiunge il picco di fioritura stagionale in estate, quando sono più frequenti i rovesci temporaleschi (si pensava pure che proteggesse da tuoni e fulmini).
La storia dell’Uomo Gelo:
“Una volta l’uomo del gelo se ne stava seduto nella sua capanna di betulla davanti al crepitio di un fuoco quasi spento. Era, anziano e molto triste poiché si sentiva molto solo in quel luogo così freddo e deserto. I giorni passavano inesorabili. Finché arrivò un ragazzo dalle guance rosee, occhi azzurri e lucenti si avvicinò alla capanna con in mano un mazzo di fiori.
L’uomo gelo lo invitò ad entrare e riavviato il fuoco disse al giovane :”Raccontiamoci quali incantesimi e meraviglie siamo capaci di fare!”. Il ragazzo annuì e chiese al vecchio di iniziare: “ Quando io soffi i ruscelli si fermano, quando scuoto i capelli la terra si copre di neve e le foglie cadono a terra e con un respiro le faccio volare lontano, gli animali si nascondono al mio freddo e gelido soffio”
Il ragazzo rispose :“ Il mio soffio invece fa spuntare fiori dappertutto, quando scuoto i miei capelli una leggera pioggia scende le piante diventano verdissime e i ruscelli riprendono a scorrere. Con un mio fischio gli uccelli tornano e il loro canto allieta le giornate”. Mentre il fanciullo parlava il sole diventava più caldo. Un pettirosso venne a posarsi sulla capanna, e il vento portò il profumo e i petali di fiori lontani.
L’uomo del Gelo si commosse a tale racconto. Davanti alla sensazione di calore e colore e, man mano che il sole lo scaldava, diventò sempre più piccolo, sempre più piccolo, finchè sparì. Al suo posto nacque un fiorellino dal cuore giallo con petali bianchi leggermente orlati di rosa.”






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